Istituzione
originale del Comune di Parma fu nel 1864 il Convitto Femminile di S. Paolo che
venne poi unificato ad una Scuola Normale femminile, di durata triennale, sorta
per la formazione di insegnanti elementari ed intitolata ad Albertina Sanvitale,
figlia di Maria Luigia e del conte Adamo di Neipperg, a riconoscimento del suo
attivo impegno in ambito sociale e culturale.
Abolite
le scuole normali triennali, nasceva nell’ambito della riforma Gentile (1923)
l’ ”istituto magistrale”, articolato in un corso inferiore di quattro anni
(dopo la quinta elementare) e in uno superiore di tre, sempre finalizzato alla
preparazione di insegnanti elementari. Coerentemente con l’impostazione
generale della riforma il nuovo piano di studi privilegia le discipline
formative “umanistiche” rispetto a quelle più specificamente
professionalizzanti.
Nel
secondo dopoguerra il corso inferiore veniva assorbito dalla scuola media mentre
un anno di collegamento portava l’istituto magistrale a quattro anni.
Il diploma magistrale consentiva l’accesso alla sola facoltà di
Magistero previo esame di ammissione.
In
seguito alla riforma dell’esame di maturità del 1969 e alla liberalizzazione
dell’accesso all’università veniva istituito presso l’istituto magistrale
il cosiddetto anno integrativo che consentiva l’iscrizione a qualunque facoltà
universitaria.
Nel
1989 l’istituto magistrale “A. Sanvitale” sulla scorta dell’intensa
attività sperimentale svolta negli anni precedenti da numerosi istituti
magistrali in tutta Italia, elaborava un proprio progetto di rinnovamento del
corso di studi su base quinquennale nell’intento di costruire una scuola
capace di rispondere alle esigenze di una società profondamente mutata e
complessa. Il nuovo indirizzo si proponeva di approfondire, nell’ambito di una
formazione liceale, lo studio delle Scienze umane (Filosofia, Pedagogia,
Sociologia e Psicologia) quale base necessaria di una preparazione sia
all’insegnamento - non solo elementare ma in ogni ordine e grado di scuola -
sia a quel vasto arco di professionalità nuova (nel campo della comunicazione e
dei servizi sociali) che le società del cosiddetto terziario avanzato
richiedono.
Dal
1992, sulla base di quanto precedentemente elaborato, è in atto presso
l’istituto “Sanvitale” il progetto ministeriale, ex circolare 27, di Liceo
Pedagogico-sociale che, essendo comprensivo dell’anno integrativo, consente
l’accesso a tutte le facoltà universitarie.
Portando
a compimento un dibattito
durato diversi decenni, il Decreto Interministeriale
del 10 marzo 1997 ha soppresso l’Istituto Magistrale quadriennale
sopprimendo nel contempo il valore abilitante della maturità magistrale,
rendendo così obsoleta la curvatura pedagogico didattica della
sperimentazione in atto che presenta un taglio anche disciplinare molto
legato all’insegnamento nelle scuole primarie. Contestualmente alla
soppressione dell’Istituto Magistrale, che rientra nel più ampio quadro della riforma complessiva del
sistema dell’istruzione in Italia, la C.M.434/97 specificava che tutte
le sperimentazioni quinquennali già esistenti potevano essere rinnovate
sino
all’istituzione
del nuovo corso di studi e, inoltre, che era possibile introdurre nuove sperimentazioni
di durata quinquennale.
Il collegio docenti del nostro istituto ha proceduto
ad una complessa fase di riflessione che ha portato alla richiesta di
istituzione di due nuovi corsi sperimentali. Pertanto negli ultimi quattro anni
si sono consolidati nell’istituto due nuovi indirizzi: l’Indirizzo delle
scienze sociali e l’Indirizzo socio-psico-pedagogico.
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